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Letture per l’estate


Cyril Martindale
Santi
Jaca Book
pp.144 - € 13,00
Mi sembra ieri che ho letto Santi di Cyril Martindale, con la grande presentazione di don Giussani. Invece sono passati trent’anni. Quella premessa ebbe la forza di cambiare di centottanta gradi la nostra visione dell’uomo. Pensavamo di essere bravi ragazzi impegnati in un movimento cattolico, invece eravamo dei poveracci bisognosi non di capire cos’è un grand’uomo, ma che cos’è un uomo. Eccolo, l’uomo. Il santo. Tanto diverso dai santini e tanto diverso dai santi delle altre religioni: così indifferenti, quelli, alle cose del mondo. Mentre i santi cristiani, altro che indifferenza! Una passione per la realtà, una passione per la vita come nessun altro. Tra noi ragazzi si diceva che l’essenziale era leggere l’introduzione, che i ritratti dei santi non erano all’altezza. Don Giussani lo venne a sapere e si arrabbiò moltissimo: mi prese per un braccio e mi chiese perché, secondo me, lui avrebbe introdotto un libro brutto. Un libro splendido. Ritratti semplici ed essenziali di uomini. I ritratti di Martindale erano destinati a trasmissioni radiofoniche, e della radio mantengono la necessità di chiarezza, la comunicazione piana, destinata al maggior numero possibile di persone.
(Luca Doninelli)

Rodney Stark
La vittoria della ragione
Lindau
pp. 376 - € 24,00
Il libro di Rodney Stark s’interroga sui motivi per cui la ricerca scientifica, le istituzioni democratiche e l’economia di mercato si siano sviluppate in Europa e non altrove. La chiave di volta di tale progresso risiede in una straordinaria fiducia nella ragione, che è frutto del cristianesimo, della certezza che il mondo è creato secondo un logos razionale e può essere compreso e dominato dall’uomo. Secondo Stark (professore di Scienze sociali alla Baylor University di Waco in Texas, fra i maggiori sociologi americani) la religione e l’idea stessa di Dio ha conseguenze pratiche sulle società. Rispetto a culture chiuse o statiche, come quelle antiche e orientali, «la vittoria della ragione» portò con sé l’idea del progresso, perché ogni nuova scoperta approfondisce il rapporto e la conoscenza di Dio. «Lontano da noi credere che Dio abbia in odio la facoltà della ragione, dice sant’Agostino: non potremmo neppure credere se non avessimo un’anima razionale». Con un ampio percorso su tale sviluppo culturale, sociale ed economico, Stark supera perciò molti pregiudizi ancora ricorrenti nella storiografia e nella pubblicistica.
(Dado Peluso)

Maxence van der Meersch
Corpi e anime
Bur Rizzoli
“i libri dello spirito cristiano”
pp. 572 - € 10,50
Si può accettare il nulla per se stessi. Mai per quelli nei quali si è intravisto il riflesso del bello, del bene, per quelli che abbiamo amato. Tutto il libro è percorso da questo grido e dalla sensibile urgenza di una risposta. Si tratta propriamente di grido e non di domanda, perché i personaggi principali, agnostici o atei militanti, non sanno a chi chiedere: il loro dolore è gridato come quello delle anime e delle carni straziate che l’ospedale ricovera. La risposta è fornita insieme con decisione e discrezione. L’unica possibilità di risposta è Dio. Ma come può un uomo percepire questa risposta in termini non banalmente ideologici, ma capaci di cambiare la vita? Qui interviene la vicenda del protagonista, Michel, con i suoi dubbi, le sue contraddizioni, che non riesce a impedire alla sua esistenza di essere trascinata e determinata dalla pietà e dall’amore per Éveline. Vi sono soltanto due amori: l’amore di se stessi e l’amore per le altre creature viventi. E dietro all’amore di se stessi vi è la sofferenza e il male. E dietro all’amore per gli altri, vi è il bene, vi è Dio. Ogni qualvolta l’uomo ami all’infuori di se stesso, coscientemente o no, egli compie un atto di fede in Dio.
(dalla prefazione
di Giancarlo Cesana)

Luigi Giussani
Uomini senza patria
Bur Rizzoli
“i libri dello spirito cristiano”
(in uscita a luglio)
Non ha patria da nessuna parte nella società di oggi colui che riconosce la presenza di Cristo - una presenza diversa da tutte le altre - nella propria vita, nella trama dei propri rapporti, nella società in cui vive; talmente riconosce questa Presenza che è essa a determinare la modalità di veduta, la modalità di percezione, quindi la modalità di giudizio e la modalità di comportamento. Non ha patria l’uomo che dice: «Dio è un fatto presente, con un nome storico che coglie e tocca fisiologicamente la mia vita, e quindi pretende di determinarla in ogni senso, affinché attraverso la mia vita possa determinare la vita della società». Costui non ha patria. Fino a quando il cristianesimo è sostenere dialetticamente e anche praticamente valori cristiani, esso trova spazio e accoglienza dovunque. Ma là dove il cristiano è l’uomo che annuncia nella realtà umana, storica, la presenza permanente di Dio fatto Uno tra noi, oggetto di esperienza […], la presenza di Cristo centro del modo di vedere, di concepire e di affrontare la vita, senso di ogni azione, sorgente di tutta l’attività dell’uomo intero, vale a dire dell’attività culturale dell’uomo, questo uomo non ha patria.
(Luigi Giussani)
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