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| RASSEGNINA G In breve dalla stampa dal 1 al 8 marzo 2004 |
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Federico Fubini |
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| Commento | Su una cosa tutti i media, dal Corsera alla Repubblica ai Tg, sono d’accordo: gli italiani hanno perso la fiducia in se stessi. Dopo gli scioperi, i crak di Cirio e Parmalat, le promesse incompiute dei partiti e molto altro ancora, i cittadini cominciano a sentirsi insicuri, a rischio. L’unica soluzione a questa “sfiducia nel privato” sembra quella di affidarsi alla tutela di una autorità super partes, che garantisca contro le ingiustizie: lo Stato; nello specifico, la magistratura, che sembra così destinata a fagocitare tutto, dalla politica alle banche, dall’industria casearia al campionato di calcio. Il giurista Paolo Grossi, nel suo recente libro Prima lezione di Diritto, scrive: «Il diritto non piove dall’alto, non si impone con forze coattive; è invece quasi una pretesa che viene dal basso, è il salvataggio d’una comunità che solo col diritto e nel diritto, solo diventando un ordinamento giuridico, sa di poter vincere la sua partita nella storia». Diamanti vorrebbe forse convincerci che lo Stato è l’unica fonte di quella sicurezza che tutti giustamente cercano? Blondet ci dice che in Cina fanno proprio così. Eppure la vita di un popolo non è garantita da un apparato poliziesco di sicurezza, ma dalla difesa di una libertà espressiva e associativa che permette a ciascuno di potersi rischiare personalmente. Questo parte dal riconoscimento che un bene, una positività c’è e che il compito dello Stato è quello di tutelarne la ricerca e la costruzione. Più che un controllo statale occorre un’educazione alla libertà personale. |