Massimiliano Lenzi
Non solo scimpanzè
Il Foglio, 6 giu
«Gli scienziati si sono in gran parte formati alla scuola del materialismo; è una matrice estremamente rigida composta da un insieme di dogmi che non sono necessariamente spiegati scientificamente… ma ciò che più sconcerta è che la gente pensa che la scienza abbia una risposta per tutto.” E proprio discutendo di irragionevolezza scientifica, quella che si dimentica di lavorare sulle probabilità, che Eccles citava spesso un esempio in chiave di paradosso sull’origine del mondo: “Supponiamo l’esistenza di un magazzino di pezzi areonautici, … arriva un ciclone che per 100000 anni fa roteare e scontrare tra loro quei pezzi. Quando finalmente si placa dove c’era il magazzino c’è una serie di quadri motori… ecco, stando proprio alla scienza, le probabilità che il caso abbia creato la vita sono più o meno quelle di questo esempio… con per giunta un’aggravante: da dove vengono i materiali del magazzino?”».
Francesco Agnoli
Insieme a questi ragazzi si va all’essenziale, non si respira ideologia
Avvenire, 10 giu
«Invece i giovani, oggi, avvertono che il problema è, anzitutto, un altro: sono le famiglie che si rompono, il rapporto genitori-figli, il concetto di matrimonio. Hanno imparato che non vi nulla di solido, nulla di fisso, che siamo liberi quando ciò che abbiamo costruito possiamo annichilirlo, annullarlo immediatamente, con l’aborto o col divorzio, col suicidio, e forse, un domani, con l’eutanasia».
Caterina Maniaci
Anche Ferrara in pellegrinaggio alla lunga marcia di chi non vota
Libero,12 giu.
«S.E. Angelo Scola, patriarca di Venezia, celebra la messa. “Dopo gli anni del vagabondaggio, i giovani si trasformano in pellegrini che vogliono conoscere il perché del nascere e del morire”. Poi nell’omelia indica nella folla assiepata dentro lo stadio “una grande speranza per l’Italia”. La strada è lunga, all’alba ecco la vista di Loreto».
Commento
Neanche le nuvole hanno convinto gli italiani ad andare a votare. Nemmeno sono bastati i continui appelli dei premi nobel della scienza e delle prosperose soubrette dello spettacolo, falsi stereotipi della vita perfetta. Non possiamo credere che la vittoria dell’astensione sia dovuta a una bigotta obbedienza alla Chiesa, a una mera irresponsabilità civica o a una mancata presa di posizione, segno di immaturità. Forse la gente si è stancata di riporre le proprie speranze e di affidare i propri desideri ai miti di una scienza che continua a promettere di mettere a posto la vita, senza riuscirci mai. La positività della vita non sta nel sogno della sua perfezione, ma nella certezza del suo significato. Per questo oggi non guardiamo con speranza a chi coltiva la pretesa di autosufficienza dell’uomo che si risolve in un vagabondaggio solitario e melanconico. La nostra speranza sta, invece, nell’amicizia testimoniata dal popolo di Loreto. Vogliamo camminare con i pellegrini, che, consapevoli dei loro limiti e dei loro bisogni, sono tuttavia certi dell’esistenza di una meta, affrontano la lunga strada, per quanto impervia e faticosa essa sia. Anche un ateo come Ferrara ha detto che, vivendo come se Dio esistesse, si diverte tantissimo.
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