«Salvate il Pd», Antonio Polito, Il Riformista, 21.02.2009
«Il mio appello ai costituenti è questo: fate onore al vostro nome. Riprendetevi il potere costituente. Non lasciate che nessuno vi dica che cosa fare perché così conviene a lui, non a voi né al Pd. Bocciate tutte le proposte che non consentono ai militanti di dire la loro e approvate tutte quelle che lo consentono. Lì fuori ci sono decine di migliaia di persone in carne e ossa, gente che sta soffrendo per questo disastro (…) e fatevi questa promessa: non voterò mai una proposta che li escluda, che non dia loro voce, che impedisca di ascoltarli; voterò qualsiasi proposta che, in qualsiasi forma, li rimetta al centro del partito per cui votano.»
«Bersani guardi a Manzoni, Sturzo e don Giussani», intervista a Piero Ostellino, ilsussidiario.net, 19.02.2009
«Il punto è che la società civile che vota per la sinistra lo fa per un elemento identitario – non culturale – che è l’anti-berlusconismo. Ora, una cultura politica non si può reggere su un “contro” […]. Quello che io auspico è che il cattolicesimo recuperi la propria tradizione liberale, che nell’Italia repubblicana non ha avuto seguito. I cattolici infatti possono dare all’Italia una cultura che è contemporaneamente solidaristica e liberale. Lo dico io, che non sono un credente, ma solo uno straordinario ammiratore di quel cattolicesimo liberale, soprattutto lombardo (pensiamo ad esempio a Manzoni), che è stato un fenomeno di grandissima importanza, sociale prima ancora che politica. Noi invece siamo schiavi di schemi ereditati per metà dal fascismo e per metà dal comunismo. Dobbiamo recuperare lo spirito che ad esempio emerge nei discorsi che don Sturzo fece durante la Costituente. E sul fronte più moderno, lo stesso pensiero lo si ritrova in don Giussani, il quale dava grandissima importanza al ruolo della società civile, e che insisteva sul valore della libertà della persona, che viene prima della politica. È stato l’ultimo rappresentante di questa tradizione, la quale potrebbe dare un contributo fondamentale al recupero delle basi culturali della politica italiana.»
«Mai più selvaggio: la svolta condivisa», Oscar Giannino, Libero Mercato, 26.02.2009
«Due novità a mio giudizio positive, nelle iniziative rese note ieri dal governo: le condizioni “sociali” poste con energia dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti agli istituti di credito, per accedere a una delle tre previste forme di sostegni nel capitale da parte dello Stato. E il nuovo disegno di legge delega in arrivo venerdì, con una nuova disciplina del diritto di sciopero nel settore dei trasporti. Si tratta in entrambi i casi di punti che toccano la generalità del Paese, al di là degli aspetti tecnici delle norme di settore.»
Commento
La pesante sconfitta alle elezioni regionali in Sardegna del Pd ha portato Veltroni a rassegnare le dimissioni. Il Pd è piombato nel caos. Sono venute a galla in maniera ancora più evidente tutte le contraddizioni della coalizione. Per ora nessuna sterzata, nessuna rivoluzione interna: a sostituire Veltroni è stato eletto il suo vice, Franceschini. Stessi toni accusatori e stessa linea di prima. È molto probabile che così il Pd non andrà lontano.
Ma in questi ultimi giorni è emerso un dibattito interessante sulla “crisi” della sinistra italiana, che è a ben vedere una crisi della politica. Tanto più grave quanto più si ha consapevolezza dell’entità della crisi economica in atto, i cui numeri cominciano a spaventare i governi di tutta Europa (come dimostra il veto posto dalla Merkel al finanziamento dei Paesi dell’Est e il rischio di un ritorno a un generalizzato protezionismo).
Ad alimentare il dibattito sul futuro della sinistra italiana hanno contribuito, tra gli altri, Polito, Ostellino, Galli della Loggia. Una cosa è chiara: non si può fondare l’identità di un partito a tavolino. Né tanto meno mantenere in vita una coalizione sul mito dell’anti-berlusconismo. La politica non può fondarsi su sé stessa. Prima di essa c’è qualcosa d’altro: un popolo, una società, una cultura, capace di esprimere un contenuto ideale: la difesa della dignità e della libertà della persona, nella ricerca del bene comune è sempre stato quello della tradizione cattolica a cui anche Ostellino invita a guardare.
La responsabilità dei politici dovrebbe essere valorizzare tutti i tentativi che la società è in grado di mettere in campo per avvicinarsi alla realizzazione di quell’ideale. Inutile dire che si tratta di merce rara nel panorama attuale. Sia pur con lodevoli eccezioni. Speriamo di trovarne nelle liste delle prossime elezioni europee.
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