RASSEGNINA G
In breve dalla stampa - dal 25 Ottobre all'8
Novembre 2004
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Una
valanga storica. Oltre 58 milioni i voti per il Presidente
La Stampa, 4 nov.
«Una valanga di oltre 58 milioni di voti conservatori
consegna per altri quattro anni la Casa Bianca a George W.
Bush, consente ai repubblicani di rafforzare il controllo
della Camera e del Senato».
Zappaclero
Il Foglio, 6 nov.
«L’esecutivo spagnolo del presidente socialista
Josè Luis Rodriguez Zapatero ha presentato una proposta
di modifica della legge organica di “Qualità dell’insegnamento” […]
Rimane ancora oscuro quando si impartirà l’ora
di religione vera e propria. Fra le ipotesi considerate c’è il
suo slittamento al di fuori dell’orario scolastico
come, ad esempio, già avviene in Francia con l’ora
pomeridiana».
Commento
Bush ha vinto le elezioni con una quantità di voti che
mai nessuno ha avuto nella storia americana.
Sembra un paradosso ma l’America, terra delle libertà,
vota per un presidente che propone valori che restringono quelli
che l’Europa sbandiera come “diritti civili” da
conquistare: aborto, unioni tra gay e manipolazioni genetiche.
L’America, cioè, ha voluto riaffermare un’identità,
apparentemente illiberale ma da cui tutte le sue libertà,
storicamente, sono nate.
L’Europa pare andare per tutt’altra strada: negando
la propria storia e la propria tradizione opta per le libertà zapatere
e festeggia la firma della carta costituzionale ma, come dice
Galli della Loggia, «Ci sarebbe il problema storicamente
inoppugnabile, che i diritti umani nascono nell’ambito
della cultura e della civiltà giudaico-cristiana».
Posto che due differenti maggioranze (una popolare, l’altra
istituzionale) hanno premiato due diverse immagini di libertà,
come giudicare tra le due? Il criterio è che la libertà si
sottometta alla realtà e ne ricerchi il significato,
cioè la verità, e sia disposta ad aderirvi.
Per questo la posizione che ha assunto l’Europa non è conveniente,
cioè non corrisponde all’esigenza più elementare
che ci sia, la possibilità di realizzare sé stessi.
Da questo punto di vista nell’Europa dei venticinque
gli esempi si sprecano. |
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